Senso di appartenenza aziendale: basta controllare Foursquare

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foursquare

Potremmo chiamarlo Foursquare Index l’indice che più di altri potrebbe rappresentare il senso di appartenenza realmente vissuto da chi lavora presso un’azienda.

Molti di noi sentono il desiderio di eseguire un check-in con Foursquare presso i posti più disparati, per comunicare al mondo dove si trova, ma anche per dimostrare che presso quel particolare posto ci si trova bene, addirittura, usando lo stesso linguaggio del social network, ci si trova da “Re”. Ho quindi pensato perché non verifica rese questo è valido anche per i posti di lavoro?

Frequentando ogni giorno molte realtà aziendali ho provato, negli ultimi 12 mesi a verificare l’utilizzo di Foursquare da parte dei dipendenti e ho cercato di capire se potesse esserci un’analogia se pur casereccia e non scientifica tra i check-in eseguiti e la percezione di appartenenza che si respira all’interno dell’azienda. Leggi il seguito di questo post »

Serve una rivoluzione per la funzione HR?

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??????E’ una domanda ma anche una riflessione. Il business e  il contesto in cui operano oggi medie e  grandi imprese ha condizionato il modo di prendere decisioni, di organizzarsi e di presentarsi in maniera proattiva nei confronti del mercato.

I fattori esterni all’azienda hanno in altri termini inciso molto sul modo di interpretare le funzioni di linea, diventando sempre più, dove la linea manageriale è chiara ed efficace,  avamposto per poter sperimentare azioni in grado di dare risposte al’interno e all’esterno.

Le stesse interferenze ricevute dall’esterno non sempre impattano sulla funzione HR nelle stesse forme e dimensioni. E’ senz’altro vero che per natura di attività è difficile confrontare HR con una funzione di linea; in questi anni ho anche trovato differenti definizione, quella che più si avvicina definisce HR “business partner di linea”. Esiste in maniera più o meno marcato la sensibilità a comprendere che l’integrazione tra funzioni diventa sempre più spesso una soluzione che incrementa in maniera positiva l’efficacia dell’azione della linea stessa. Leggi il seguito di questo post »

Titan, Goodyear e la conseguenza delle azioni insostenibili

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www.ansa.it
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E’ di questi giorni la vicenda che ha visto sotto i riflettori lo stabilimento Goodyear di Amiens in Francia, dove oltre 1100 lavoratori stanno rischiando i proprio posto di lavoro.

La scelta di Goodyear è dettata da una scarsa produttività dello stabilimento, scelta immediatamente contestata dal sindacato Cgt che al contrario afferma nel 2013 i ricavi dello stabilito sono aumentati del 51%. Si tratta di una tipica, quanto triste situazione che anche in Italia abbiamo più volte avuto occasione di assistere. Rispetto ad altre vicende analoghe questa ha una sua particolarità per il fatto che il governo Francese ha cercato di trovare una soluzione individuando nel produttore Titan, gigante americano dei pneumatici agricoli e già produttore di pneumatici Goodyear, un possibile acquirente dello stabilimento. Leggi il seguito di questo post »

A 40 anni cambiare è necessario?

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Dedico questo primo post del 2014 a chi come me festeggerà nei prossimi mesi 40 anni.

Tempo di bilanci, ma anche di riflessioni rispetto al futuro, al lavoro, alla propria realizzazione, in particolare quella professionale.

Più volte ho parlato su questo blog della necessità di costruirsi un percorso professionale il più autonomo in cui potersi costruire un proprio mercato del lavoro che sia interno o esterno ad un’azienda. C’è un momento in cui tuttavia è giusto iniziare a pensare ad un cambiamento nel cambiamento. Leggi il seguito di questo post »

La deresponsabilizzazione dell’art.18

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art 182

In questi giorni di nuova discussione sull’art.18 dello statuto dei lavori, emergono differenti punti di vista.

L’attualità dell’argomento con estensione o validità solo per i neo assunti, fa nascere differenti reazioni, in primis quelle di chi non crede che l’abolizione dello stesso possa incrementare l’occupazione.

Sul tema ho cercato di esplorare differenti punti di vista e vorrei condividere con voi il mio.

L’assunto di base di chi non crede nell’incremento dell’occupazione si basa sul fatto che oggettivamente non ci sia lavoro e quindi questa azione non porti che ad uno svantaggio per tutti indebolendo i diritti dei lavoratori.  Io penso che questo assunto sia solo in parte vero. E’ evidente che rispetto ad altri momenti storici l’offerta di lavoro sia limitata, tuttavia è limitata altrettanto la domanda di lavoro qualificata e quindi in grado di essere utile alle aziende che ancora oggi per scelta o per necessità stanno cercando nuovi lavoratori. Leggi il seguito di questo post »

Espresso Coworking seconda edizione

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logo-new_spresso cowE’ iniziata ieri con grade successo la seconda edizione di Espresso Coworking, la non conferenza dedicata al mondo del coworking italiano.

L’edizione 2013 ha luogo a Roma e riunisce tutti i principali protagonisti di questo originale e necessario generatore di contaminazione. Ho già espresso lo scorso anno il mio apprezzamento per la formula del coworking, posso solo aggiungere che quanto affermato un anno fa non solo è più che mai attuale ma necessario soprattutto alla luce della difficoltà di entrare stabilmente all’interno del mondo aziendale tradizionale.

Il coworking infatti potrebbe diventare un vero sviluppatore di professionalità, ma prima ancora un acceleratore di responsabilità individuale e collettiva incentivando gli individui a decidere proattivamente del proprio futuro lavorativo.

Colgo l’occasione per fare i complimenti agli mici di Lab 121 il coworking alessandrino da cui prende vita questa iniziativa unica nel suo genere.

Per maggiori dettagli invito a visitare il sito www.espressocoworking.it

Formazione e CSR: perchè no?

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business csrVorrei parlarvi un’esperienza che sto vivendo in questo periodo relativo alla crescente richiesta di formazione manageriale in ambito di CSR. Spesso quando si pensa alla formazione sui temi della CSR, si pensa ad una formazione di nicchia delegata o ai vertici aziendali o ai referenti della CSR, sempre più spesso tuttavia, la complessità delle esigenze aziendali sta portando in primi piano la necessità di assumere una visione differente rispetto alla verticalizzazione delle posizioni, sforzandosi di assumere prospettive differenti.

Affrontare i temi della CSR diventa quindi un modo per spostare la discussione dall’io al noi, ragionando sulle conseguenze delle azioni degli individui (o delle funzioni) sugli altri interlocutori interni od esterni (stakeholder). L’assunzione di responsabilità rispetto alle conseguenze delle proprie azione rappresenta ad esempio un buon modo per parlare di cambiamento senza che sia realmente in atto un vero processo di cambiamento. Leggi il seguito di questo post »