Cortocircuito Ikea

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Questo è un primo post di due dedicati alla vicenda Ikea relativa al mancato accordo con i sindacati per il  rinnovo del contratto integrativo di lavoro.

Lascio alle cronache la narrazione della vicenda che sintetizzo, forse velocemente, nella difficoltà di trovare un accordo tra Ikea e le rappresentanze sindacali; le difficoltà sono dovute a due fattori principali, il prima si indentifica nella decisione dell’azienda di passare sotto Federdistribuzione cambiando di fatto l’ambito contrattuale di riferimento, il secondo nella crisi che nonostante tutto, ha colpito anche Ikea portandosi dietro la necessità di modifiche a condizioni contrattuali e salariali ritenute (sempre da Ikea) non più sostenibili. Leggi il seguito di questo post »

La retroattività del rischio reputazionale: il caso Gilera Runner

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Mi scuso con tutti per il lungo periodo di assenza, ma nei due mesi appena trascorsi, i molti impegni professionali e di ricerca mi hanno portato a ripensare alla forma di questo blog immaginando alcune possibili evoluzioni di questo importante strumento che grazie a tutti voi continua a crescere. Grazie a tutti per le mail che mi avete inviato in privato.

 

ll caso Gilera Runner rappresenta un esempio di possibile retroattività di rischio reputazionale. Per chi non fosse a conoscenza della storia, la ricordo brevemente, nel 2010 Altroconsumo sostiene la pericolosità di Gilera Runner , ed in particolare della posizione del serbatoio, ritenuto pericoloso in caso di incendio. Leggi il seguito di questo post »

Italiana Assicurazioni per Dynamo Camp: un esempio di azione di CSR di secondo livello

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Segnalo un’interessante iniziativa di secondo livello di CSR. Italiana Assicurazioni ha deciso di abbinare la vendita di un nuovo prodotto vita al sostegno delle iniziative di Dynamo Camp, costruendo anche una comunicazione specifica per presentare l’iniziativa. A differenza di altre iniziative simili, ad esempio il famoso anello di Bulgari per Save the Children realizzato in cobranding; la riflessione sull’azione di Italiana Assicurazioni merita un’attenzione differente.

Si tratta come anticipato di un’iniziativa di secondo livello avanzato, ovvero potrebbe avvicinarsi a soddisfare contestualmente più stakeholder.

La differenza tra questa ed altre iniziative si manifesta in primo luogo nel processo di vendita. La vendita di una polizza assicurativa vita è basata su un processo relazionale evoluto; in quel momento l’agente che si trova a proporre il prodotto oggetto dell’iniziativa è costretto a conoscere Dynamo e le sue iniziative diventando ambasciatore temporaneo di Dynamo e indirettamente della CSR di Italiana Assicurazioni. Leggi il seguito di questo post »

Quando l’inclusione genera innovazione: Microsoft assume lavoratori affetti da autismo.

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Autismo-GiornataUn passo importante all’interno del perimetro della global inclusion è stato fatto proprio in questi giorni da Microsoft che ha deciso di avviare un programma di inclusione per lavoratori affetti da autismo.

La notizia di per sé rappresenta un traguardo, la trasformazione di un vincolo in opportunità; come si legge dal blog di Microsoft, sostengo in principio della forza della diversità come valore aggiunto, come elemento in  grado di accelerare i processi innovativi, tuttavia dietro questo traguardo esiste un’ulteriore chiave di lettura che potrebbe raffreddare l’entusiasmo.

Il motivo per cui Microsoft si avvicina la mondo dell’autismo è soprattutto (non è l’unico motivo ma certo ha un peso rilevante) è senza dubbio la spinta fornita da Mary Ellen Smith vice presidente di Microsoft e madre di un figlio di 19 anni affetto da autismo.

Come per le iniziative di CSR di primo livello, questa attività di inclusione è comunque in grado di generare valore sociale e collettivo, tuttavia rappresenta un esempio di inclusione di primo livello, ovvero un’azione mirata a favorire l’inserimento e il coinvolgimento di persone “diverse” ma non ancora un esempio di progetto integrato di inclusione, almeno per il momento. Leggi il seguito di questo post »

Competitività sociale e solidale come momento di crescita

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La discussione di questi giorni di estendere il 5 per mille anche agli istituti scolastici, ha suscitato reazioni differenti nel mondo  del terzo settore. Anche il non profit si dimostra corporativo e protezionista e questo sicuramente non è un dato di cui essere orgogliosi.

Anche in questo settore, così come per i settori profit, ogni volta che si incrementa la concorrenza si generano reazioni di protezione spesso ingiustificate. L’aggravante rispetto a questo episodio è rappresentato dal fatto che gli spazi di crescita ci sono per tutti i soggetti anche per gli istituti scolastici.

La tesi che sta dietro la reazione del mondo non profit immagino sia sintetizzabile nel considerare i genitori dei figli che frequentano gli istituti che aderiranno al 5 per mille potenziali donatori sottratti alla donazione tradizionale nel mondo non profit. Leggi il seguito di questo post »

Braccialetti vibranti OBI: perché sono un errore!

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Quando l’orientamento al cliente viene interpretato forzatamente emergono soluzioni come quella utilizzata dal management OBI.

Si tratta di una superclassica ipersoluzione che come al solito ha più controindicazioni che benefici. Ogni volta che il management di un’azienda avvia un’azione che impatta sulle persone dovrebbe essere più attenta a considerare le retroazioni. Proviamo a considerare la situazione da un punto di vista differente. Leggi il seguito di questo post »

“Non si può fare!”. Siamo sicuri? Il management sostenibile deve osare e proporre scenari inimmaginabili

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Quante volte sentiamo pronunciare questa frase all’interno delle organizzazioni? La risposta è  direttamente proporzionale alla resistenza al cambiamento e alla propensione di non innovare. Molti dei modelli che continuiamo a trovare all’interno delle imprese sono la replica e/o il maquillage di modelli pensati in epoche diverse, per persone diverse, per mercati e clienti differenti.

E’ quindi giunto il momento di ripensare al nuovo management? Ad una management revolution come titolava nel 1991 Tom Peters in Thriving on Chaos: Handbook for a Management Revolution? Rispondere affermativamente significherebbe entrare in un paradigma di pensiero, la volontà di questo post è quello di uscire dal modo di pensare aziendale, tutto basato su efficacia ed efficienza (ovviamente relativa) ed immaginare l’azienda come una comunità, all’interno della quale gli stakeholder hanno pari dignità. Leggi il seguito di questo post »